Non aveva dormito durante tutto il giorno precedente, in fase di decollo potrebbero avergli imposto di settare un peso del velivolo inferiore a quello reale per risparmiare carburante, e la compagnia per cui lavorava promuove una cultura punitiva: a nessuno è concesso di lamentarsi.

Sono queste le condizioni in cui si trovava a volare il pilota di un volo degli Emirati Arabi Uniti diretto a Dubai con 225 passeggeri a bordo che ha rischiato di schiantarsi il 20 marzo scorso all'aeroporto di Melbourne.

Tanto valeva attaccare un paio di ali posticce a un furgone guidato da un tassista ubriaco e tentare di spingerlo giù da una rupe sperando che volasse. Eppure pare sia proprio questo lo scenario che si sta rivelando dopo le prime indagini sull'incidente sfiorato nell'aeroporto australiano, che hanno rilevato che alcune compagnie aeree ordinano ai loro piloti di decollare con una potenza ridotta nel tentativo di risparmiare sui costi del carburante.

Inoltre, il pilota del volo era molto vicino alla soglia minima di ore di riposo e comunque, facendo parte della flotta degli Emirati Arabi Uniti, non avrebbe potuto lamentarsi vista l'assenza di qualunque tipo di sindacato in questo paese.

Quando la prossima volta mediterete di fare un viaggetto in Oriente, quindi, riflettete bene sulla compagnia che sceglierete e sulla probabilità che il pilota, invece di fare il suo lavoro, si stia facendo una pennica nella cabina di comando.