"No more sex" potrebbero recitare le pubblicità dell'App Store di Apple,. L'operazione di "pulizia" generale delle applicazioni ritenute scorrette comincia da quelle più maliziose e legate alla sfera sessuale. Qualsiasi programmino che rimandi a materiale suggestivo è stato proibito dalla direzione di Cupertino, comprese le foto di donne in bikini o lingerie. E la polemica si accende, soprattutto per gli sviluppatori che, con tali applicazioni, ci guadagnano. E l'unica cosa che si muove sembrano essere le sole scuse della Apple verso i programmatori.Una decisione promossa anche dalla (potentissima) divisione marketing per voce del suo capo, Philip Schiller, che tutto può. E che ammette la proliferazione, nelle ultime settimane, di ogni tipo di applicazione "impropria". "Siamo giunti al punto - ammette Schiller - che riceviamo puntualmente lamentele da donne che trovano sconvenienti e degradanti certe apps. Per non parlare dei genitori dei ragazzi che sono arrabbiatissimi per ciò che gira sui loro iPod o iPhone. Apple ha ovviamente a cuore le esigenze dei propri programmatori e collaboratori, ma i giovani e le famiglie vengono ancora prima".
Opinioni poi condivise da alcuni analisti specializzati nel merchandising Apple, come Gene Munster che ha quantificato come le applicazioni legate a tematiche sessuali siano il 5 percento del mercato sullo Store, su un totale di 140 mila: "Alla fine Apple è costretta a portare a casa 'la giornata'. E la base per far questo implica una correttezza nei confronti di tutti, mantendendo profili distanti da programmi che la possono compromettere". Non tutti però si prodigano nelle reprimende contro il colosso di Cupertino. Wally Chang, fondatore della Donoma Games è favorevole ai cambiamenti e ammette che "lo snellimento del catalogo potrà portar maggior visibilità alle applicazioni meno conosciute". Intanto scaricatevi l'App di Asylum!!



















































