Nessun rimpianto, nessun rimorso. Mancherebbe "è la dura legge del gol" a completare il caso di citazionismo degli 883. Tuttavia, in questo caso, il pop di Max Pezzali potrebbe calzare a pennello. E non ha proprio alcun rimorso il calciatore francese Zinedine Zidane circa l'episodio che l'ha reso ancor più famoso ai Mondiali di calcio di Germania 2006.

La celebre testata di "Zizou" a Materazzi ha fatto il giro del mondo
quasi quanto le illazioni di chi si domandava cosa avesse fatto scattare l'ira del francese. E non cenna a placarsi la querelle con il calciatore interista: "Chiedere scusa a Materazzi? Mai. Piuttosto morire", assicura l'ex pallone d'oro in una intervista al quotidiano spagnolo El Pais.

Gol a parte, sembra essere questo il più celebre "colpo di testa" di Zidane che la gente ricorderà negli anni a venire. E secondo il francese, tutto è scaturito dalle offese rivolte a sua madre. Ma davvero nessun rimorso? "Un atto di cui non vado fiero, anzi me ne rimprovero. Però se chiedessi scusa sarebbe una sorta di scusante per le dichiarazioni che ha fatto contro di me e ammetterei che la cosa fosse normale. E per me non fu normale. In campo si dicono tante cose ma quella è stata insopportabile. Mia madre era ammalata e ricoverata in ospedale. Questo la gente non lo sapeva. Però era un brutto momento. Chiedo scusa al calcio, ma non a lui personalmente. Sarebbe come morire". Serafico il commento del difensore interista: "Senza parole. Come insegna Vasco Rossi".