In Svezia li chiamano "torsk", ma state tranquilli, qui in Italia devono ancora inventare un'etichetta per definirli. Parliamo dei bravi padri di famiglia che ogni tanto sono trattenuti fuori casa da qualche cena di lavoro e in realtà sfogano i propri ardori di mariti irreprensibili con qualche fanciulla che si concede a pagamento.

Per loro la vita da quelle parti è molto dura, non solo dal 1999 sono i clienti delle prostitute ad essere puniti (e non le ragazze) con una pena che può arrivare a sei mesi di reclusione o una forte multa, ma ora il ministro svedese della giustizia, Beatrice Ask, ha in serbo un'altra splendida proposta.

Per marchiare il maschio fedifrago a caccia di sesso a pagamento, la notifica del provvedimento contro di loro potrebbe arrivare a casa con una busta variopinta e ben riconoscibile anche a diversi metri di distanza. A portata di vicino, moglie e madre, dunque. Una vera "gogna postale", insomma. Polemiche a non finire che a quanto pare hanno spinto il ministro a ritrattare: "Ognuno è innocente fino a prova contraria". Magari però, una volta acclarata la loro colpevolezza, a qualcuno potrebbe venire l'idea di mandarli in giro con la maglietta "Io vado a prostitute". Voi che ne pensate?